DISINGANNI Rotolanti parole paraventi di sottili trame Si riavvolge la serpe nel solito cesto consunto di frasi fatte di logore funi Non merita ascolto chi dice una cosa e ne fa un'altra Tremolanti specchi deformanti Rospo che porge il pomo d'oro in stagni travestiti da freschi limpidi pozzi E su tutto a perenne memoria la consolazione di aver esperito di aver capito per tempo di aver sofferto ma essere usciti puliti Soli come l'alba che sorge dal lago e rifulgere dentro come cristallo di rocca di mille colori Marina Marini Danzi 27/07/2017